Politically correct

Questa idea che ci siamo messi in testa di essere tutti, come si suol dire, “politicamente corretti” ci sta snaturando. Senza voci stonate, senza tinte accese, ma soprattutto senza assumere mai una posizione davvero nostra, chi stiamo diventando? E’ giusto rinunciare alla propria identità per prendere le sembianze approvate dalla società circostante? Dagli ideali alle scelte di vita, tutto è governato dal pensare comune, quello che ci fa sentire al riparo, sotto il tetto della ragione.

Ma da lì, mentre escludiamo quelli che non ci somigliano, siamo noi o è il gruppo a decidere? E soprattutto: siamo ancora capaci di scegliere? Mai una sola volta che ci venga voglia di andarcene via e tornare per la nostra strada. Mai. La forza proviene da quella massa informe nella quale ci mimetizziamo fino a scomparire.

Non è il coraggio delle proprie opinioni, delle idee, dei valori. Non è il coraggio di sbagliare, di dissentire. Per questo è molto più facile, più comodo restare là, tra tutti gli altri e annuire, ripararsi dietro un sistema che ci rende inattaccabili, e in cambio ci chiede come voto l’obbedienza.

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