Quale felicità

C’è una sottile linea di confine che separa la felicità riservata ai giorni importanti, alle grandi occasioni, alle feste comandate, considerata come la conseguenza dovuta a circostanze favorevoli. Quella felicità ridimensionata dalla felicità altrui, da inseguire annaspando, a tutti costi, per non correre il rischio di sentirsi la voce fuori dal coro dei sorrisi intonati.

Al di là del confine si nasconde invece la risposta ai desideri reconditi, intrinseci all’anima. La felicità che sopraggiunge repentina e inaspettata, e non vuole essere cercata, domata o trattenuta a tutti i costi. Quella che si cela dentro gli istanti senza nome e senza pretesa. Nei momenti qualunque che il resto del mondo ignora.

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