Voltare pagina

Difficile è iniziare. Devo averlo sentito da qualche parte, o forse l’ho provato. Difficile è ancor più ricominciare. Arduo quanto necessario. Cambiare è vitale. Devo averlo scritto da qualche parte, o forse l’ho provato.

Voltare pagina, quante pagine vorremmo cambiare, per incontrare nuova gente, trovarci in altri luoghi, fare quello che speravamo. Anche  solo per dare un’occhiata a come sarà questa nostra storia che prende certe pieghe impreviste, che a volte non controlliamo.

Come se fosse tutto già scritto o come se volessimo scrivere noi stessi ogni segno. E’ che a volte la vita assomiglia a un libro aperto, abbandonato in un giorno di vento.

I fogli svolazzano da soli, contro ogni volontà. A volte scorrono troppo velocemente, altre tornano indietro. E’ quando tutto resta fermo che si vorrebbero strappare le pagine già lette e ricominciare a scriverne delle nuove.  Ma nulla si può strappare.

E ricominciare anche cento volte non è uno strappo. Anche se fa male, anche se non vorremmo farlo davvero. Voltare pagina per uscire dalle righe, per andare incontro al vento. Con la pelle nuova e nuda, ma con l’animo che resta, e gli anni che l’hanno forgiato. Pagina dopo pagina. Restano.

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