Un anno di ferie per stare con Naelle

Naelle è una bambina francese. Ha cinque anni, un tumore e due genitori, Jonathan e Marine Dupré, che vorrebbero starle vicino durante la terapia post-operatoria. Oggi possono farlo senza dover scegliere tra lottare accanto alla loro piccola o mantenere il posto di lavoro, perché i colleghi del suo papà gli hanno donato 350 giorni di ferie retribuite da trascorrere con lei. Quando un anno fa le è stato diagnosticato un tumore al rene, per assisterla i suoi genitori hanno presto consumato tutte le ore che avevano tra ferie e permessi. Ma è allora che è scattata la gara di solidarietà tra i colleghi del signor Dupré.

Questo atto onorevole e generoso è stato reso possibile anche grazie ad una legge approvata in Francia nel maggio del 2014 dopo la morte di Mathis Germain da cui prende il nome di “Legge Mathis”. Anche questo bambino era malato di tumore e in modo analogo, i colleghi del suo papà hanno ceduto a lui parte delle loro ferie per permettergli di prendersene cura fino alla fine.

Con il decreto legislativo n. 151 dal 14 settembre scorso anche in Italia è possibile “l’eventuale riconoscimento, compatibilmente con il diritto ai riposi settimanali ed alle ferie annuali retribuite, della possibilita’ di cessione fra lavoratori dipendenti dello stesso datore di lavoro di tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi spettanti in base al contratto collettivo nazionale in favore del lavoratore genitore di figlio minore che necessita di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute”.

Questa è una storia che passa attraverso il dolore più ingiusto, quello dei bambini, ma anche attraverso la fiducia in una società che non ha dimenticato la propria umanità. A volte, come in questo caso, accade che un gesto anticipi la legge, quel gesto si chiama civiltà.

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