La giovane estate

C’era un tempo in cui le vacanze erano davvero indimenticabili. Le sentivi avvicinarsi quando la sera uscivi fuori e ne respiravi il profumo, era caldo e non dovevi coprirti più. Iniziavano così: con l’ultimo giorno di scuola, quando si fa festa, quando butti lo zaino in un angolo e indossi i pantaloni corti per la prima volta. Il mattino apri gli occhi che il sonno è finito e il giorno è sveglio già da un po’.

Assaggi la prima fetta d’anguria ed esprimi un desiderio che ha un sapore innocente. Le giornate passano tra mille riti semplici che per te significano estate: passatempi magici, inutili e irrinunciabili. E sono completamente limpide, serene, ci si specchia il cielo sulle tue giornate. Senza pensieri, senza affanni, ti annoi beatamente nell’estate più lunga della tua vita. La TV non è altro che un’immensa replica sbiadita, ma quando fuori è troppo caldo, qualcosa da guardare lo trovi comunque. E poi balli sempre la stessa canzone, di solito la chiamano “tormentone”. I compiti li inizi domani, perché di tempo ce n’è ancora. In giro incontri qualche viso conosciuto, lo trovi cambiato o forse è solo un po’ più abbronzato e tu sempre uguale.

C’è una cena che ti aspetta, in compagnia, in un giardino o su una terrazza, con il sole che tramonta ed è bello, è caldo, con le zanzare che ti pungono le caviglie e l’odore di citronella che non le allontana. Chiedi il permesso per andare ad una festa, che a quell’età significa un po’ di musica, leggerezza e il primo amore non ricambiato.

Eppure, quando rientrerai, ti sembrerà di aver trascorso la serata più emozionante della tua vita. Senza che te ne accorga finirà la tua giovane migliore estate. In fondo non hai fatto niente, hai solo vissuto. E l’estate tornerà il prossimo anno, forse ancor più magica o forse no, e tu sarai un po’ meno giovane e sarai diversa. Ma questo ancora non lo sai, hai ancora troppi compiti da fare…

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