I giorni della paura

Di cosa sono fatti questi giorni? I giorni della paura. Ci guardiamo attorno circospetti, prudenti. Pensiamo: meglio non prendere l’aereo o la metropolitana, meglio non andare a quel concerto o al cinema, meglio rinunciare a visitare quella città per Natale.

Eppure il Natale arriverà lo stesso. Ci troverà immobilizzati come bambini che temono il buio e, nascosti sotto le coperte, sperano che i mostri non li scoprano. Ci troverà confusi e non sapremo dire se sarà un Natale di guerra oppure no. Se la guerra sia già iniziata e ce ne accorgiamo soltanto ora, se sia la terza o la prima per noi, uomini e donne di un tempo in cui la paura all’improvviso si è impossessata dei nostri passi, come uno spettro che fagocita la vita e ci restituisce una quotidianità che non sappiamo più riconoscere.

Come il cuore che si ferma per un istante di fronte ad un trolley abbandonato in una stazione, un pacco di cui non si conosce la provenienza o un ragazzo che corre in un supermercato con uno zainetto. Eppure passeranno anche questi giorni, chissà quando, ma se ne andranno via. Riprenderemo a respirare. La paura resterà in un angolo, giusto il tempo di cambiare maschera, ma per un istante ci lascerà di nuovo vivere.  

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