Giovani

Ci deve essere stato un giorno in cui abbiamo ripiegato le ali. Magari non ce ne siamo nemmeno accorti. Ci siamo seduti in un angolo e abbiamo iniziato a guardare la vita che correva su rotaie non più nostre.
Un giorno abbiamo smesso di ridere sguaiati, di fare i burloni a tavola, in ufficio, in mezzo alla strada. Un giorno ci siamo fatti vincere dal timore di osare, di sedurre, di sbagliare. Quand’è stata l’ultima volta che ci siamo presi in giro, che abbiamo commesso un errore, che abbiamo detto esattamente ciò che pensavamo? Anche a costo di alzare la voce perché di chi poteva ascoltarci non ce ne importava nulla.
Da quand’è che non ci sentiamo più pazzi? D’amore, di libertà, di bellezza, di felicità. Da quand’è che non facciamo più dei vizi una virtù, trovando le nostre regole nelle eccezioni?
«Beata gioventù che si fugge tutta via» e se ne rifuggono con essa l’ebrezza, la sorpresa, l’illusione.

Eppure di volare ne saremmo ancora capaci. Di alzarci in piedi e riprenderci tutto quello che ci spetta, anche. Sappiamo persino che la giovinezza non ha nulla a che vedere con gli anni, ma con le scelte piuttosto. Le scelte fatte per compiacere, per sentirci finalmente uguali a tutti gli altri, perché nessuno possa contestarci più nulla. A volte abbiamo tradito noi stessi ma la vita non ha mai tradito noi. E’ ancora là, che ci aspetta controvento. Dobbiamo solo andargli incontro, come un tempo, come da giovani.