Al silenzio

Non ha senso aggiungere altro. Ammassare discorsi fuorvianti uno ad uno. Non ha senso addensare questa nebbia che ci confonde. Eppure a questa babele di verità e vanità c’è ancora qualcosa che manca.  Manca il silenzio. Differente, inascoltato.

Ha senso scavare un antro per chi non parla, per chi rimane zitto nell’angolo, all’ombra dei pavoni che brillano e fanno finta di non conoscere. A questi che passano indifferenti e ipocriti si volti la faccia almeno una volta. Ai tanti Giuda che sghignazzano ammirati, stimati, emulati.

Ha senso la verità di chi non si è mai guadagnato l’attenzione di nessuno. Di chi abbassa gli occhi e si arrende. Hanno senso queste parole per gli inosservati, gli umili di ogni tempo, i ben educati, quelli aggrappati ai valori fuori moda, ai sinceri derisi e ridicolizzati. Quelli a cui si schiaccia la testa appena tentano di arrancare. Queste parole hanno senso per dar voce, almeno una volta, al silenzio.

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