Ti perdono

Che gli scippatori o i borseggiatori, in qualunque modo li si voglia chiamare, siano sempre in agguato per derubare gli incuranti turisti che affollano le nostre città d’arte è ormai una vecchia storia trita e ritrita alla quale ci siamo tutti tristemente abituati.

Quello di cui è stato vittima qualche giorno fa il signor Michael Valery, mentre viaggiava insieme a sua moglie sul vaporetto diretto a Venezia però, è un atto di delinquenza che, viste le circostanze, dovrebbe offenderci e indignarci come se seduti su quel traghetto, con lo sguardo assorto nella laguna, magari distratti dalla bellezza di una città unica al mondo, ci fossimo stati noi. Come se il borsello nel quale la mano colpevole del ladro ha rovistato fosse stato il nostro. Come se le romantiche vacanze tanto sognate e poi rovinate da quell’inconveniente fossero state le nostre o il tempo perso a fare denunce lo avessimo invece dovuto dedicare ai nostri cari.

Le circostanze sono quelle che ha scritto il turista americano in un foglietto consegnato alla polizia dopo aver denunciato il furto: “questo era il mio ultimo viaggio con mia moglie, sto morendo di cancro. So che non leggerai questo testo e non te ne importerà nulla. Siamo arrivati nella tua bellissima città il 14 luglio alle 14. Sul vaporetto numero 1 sono diventato la tua ennesima vittima. Mi hai lasciato senza soldi e senza carta. “

Questo ha costretto gli sfortunati coniugi a cambiare i loro piani e fare rientro negli Stati Uniti. Prima di andarsene però l’uomo ha voluto lasciare un messaggio per la persona che lo ha derubato non solo del denaro ma anche degli ultimi giorni di felicità da trascorrere insieme alla compagna di una vita. “Ti perdono” ha lasciato scritto alla fine della sua lettera, perché non c’è risposta più straordinaria di questa ad un gesto di ordinaria disonestà.

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