Storia di una candela che non voleva accendersi

Che fossi fatta di cera, lo sapevo. Non bisogna mai nascondere a noi stessi quello che siamo. Ecco: io ero una candela, anzi sono una candela. Forse diversa da come ero un tempo ma in fondo posso dire, sebbene con qualche perplessità, di essere ancora io. Quando ero ancora nuova e tutta intera c’era una cosa che proprio non riuscivo ad accettare ed era l’idea di bruciare. Che senso ha lasciarsi consumare in quel modo? Insomma, il gioco non valeva la candela. Dicono che facciamo atmosfera, ma sapete quanto me ne importasse di contribuire alla cena romantica di qualcuno? Per non parlare del Natale. Ecco, io ero una di quelle che il Natale proprio lo detestava. Non immaginate quanto sia pericoloso quel momento dell’anno per noi! Ci infilano in qualche prezioso candelabro, nel centrotavola delle feste, persino nelle composizioni floreali. Ci legano un bel fiocco attorno alla vita dalle tonalità dell’oro o del rosso e ci vendono come idea regalo. Che poi, detto tra noi, che razza di regalo è una candela? Uno di quelli inutili, da riporre in un angolo e lasciare impolverare, o peggio ancora: da riciclare. Ah, se noi candele potessimo parlare! Io però avevo già le idee chiare: non mi sarei fatta accendere per nessun motivo al mondo. Ero consapevole che potesse sembrare una battaglia contro i mulini a vento, anzi la mia a pensarci bene era contro gli accendini, i fiammiferi e tutti quei maledetti aggeggi che non facevano altro che indurmi in tentazione.
«Ma dai! Cosa ti costa provare per una volta?» mi sussurravano con le loro calde e suadenti lingue di fuoco.
«Una volta? So benissimo che poi non si torna più indietro»
«Avanti, quante storie! Ma pensaci un attimo: che senso ha la tua vita se ti ostini a rimanere spenta?»
«Quante storie… cosa? Se non ti piacciono le candele spente gira al largo, il mondo è pieno di quelle che fremono dalla voglia di farsi incendiare».
E così via, ne trovavo una per tutti! Alcuni pensavano che avessi un carattere indomabile, altri che avessi semplicemente paura. Una cosa era certa: nessuno pensava a farsi gli affaracci propri! Lo vedevano cosa accadeva alle candele quando cominciavano a bruciare? Io sì. Una volta avevo conosciuto un cero, anzi un cerone, di quelli alti e robusti, quelli che dici: non finiranno mai. Eppure anche lui si era fatto sedurre dal fascino del fuoco; è vero che ci aveva impiegato più tempo degli altri ma alla fine anche lui si era consumato. Sparito. Come se non fosse mai esistito.
Per non parlare degli altri due: gli innamorati. Erano sempre stati uno accanto all’altra poi, durante le feste, a qualcuno era venuta l’idea di accenderli. Allora avevano cominciato a sudare, una goccia di cera dopo l’altra. Così avevano scoperto di amarsi: quando la cera di uno si mescolò alla cera dell’altra. Dicevano di essere diventati una candela soltanto e avrebbero continuato a far luce insieme sino alla fine dei loro giorni che, considerando la vita media di una candela accesa, era proprio dietro l’angolo.
Ma aspettate un attimo, non vi ho ancora raccontato la storia del cerino! Da qualche tempo avevo notato che la mia amica fosse un po’ diversa dal solito. Lei mi rassicurava dicendo che stava benone eppure, giorno dopo giorno, continuava ad assumere una strana forma.
«Spegniti, spegniti o ti consumerai del tutto!» le ripetevo. Ma lei cosa rispondeva?
«Non posso!»
Alla fine diventò così debole da non riuscire più nemmeno a stare in piedi. E allora sapete cos’è successo? Zacchete! Qualcuno ha preso un paio di forbici e ne ha tagliato via un pezzo, recidendo persino lo stoppino. Per un attimo pensai che fosse morta, invece da lei era nato un cerino. Ma la cosa che proprio non riuscivo a capire era perché la mia amica, invece di preoccuparsi, fosse più felice che mai. Insomma, in un colpo solo se ne era andata una bella fetta di cera che per noi significano ore di vita.
«Cosa mi importa del tempo che non avrò più, ora che ho il mio cerino?» rispose lei.
Gli altri potevano fare ciò che volevano, io stavo benissimo così com’ero: spenta e tutta intera. E soprattutto certa che resistere alla tentazione di bruciare mi avrebbe consentito di vivere molto ma molto più a lungo di una qualsiasi altra candela. Invece, purtroppo, mi sbagliavo. Un giorno infatti accadde che all’ennesimo rifiuto di accendermi qualcuno decise che ero diventata un oggetto inutile da tenere in casa. In poche parole: stavo per essere gettata nella pattumiera. Sinceramente speravo in un esito migliore ma la cosa a dire il vero non mi dispiacque troppo. Infatti, anche se quella poteva sembrare una fine, anzi la mia fine, non lo era affatto. Quello, belli miei, era l’inizio: l’inizio dell’eternità. Del resto, ditemi voi: chi sarebbe mai venuto a cercarmi in una discarica? Niente e nessuno avrebbe più tentato di accendermi. Niente e nessuno mi avrebbe più chiesto di fare ciò che non mi andava di fare. Eppure è proprio quando sei ad un passo da quella che credi essere la tua salvezza che ti viene un maledetto, puntuale dubbio. Sarebbe stata quella la mia felicità: vivere per sempre senza scoprire nemmeno di quale splendore fossi capace?
Fu un istante di irrimediabile curiosità, l’inizio della fine, ma anche l’inizio e basta. All’improvviso lasciai che lo stoppino che mi ero sempre portata dentro si trasformasse in una fiamma e cominciai a bruciare anch’io. Chi l’avrebbe mai immaginato che fare ciò per cui ero stata creata potesse rendermi tanto soddisfatta? Non so se ne sia valsa la pena, finire tutta raggrinzita, minuta e fragile come sono ora per quel bagliore lì. Non so ancora se questo gioco chiamato vita valga la candela. Ora che di fronte a me il tempo non si conta più in minuti ma in ore, non posso dire che tornando a quel preciso istante rifarei quello che ho fatto. Ma l’ho fatto. Ho scelto di illuminare il mondo perché una cosa da tutta questa storia l’ho imparata. Ho capito che mi sbagliavo quando credevo di essere fatta soltanto di cera, perché sapete: le candele sono fatte anche di luce.

 Testo di Lucia Bardeggia.

Questo racconto fa parte della raccolta “Ego” disponibile in tutti i book store online.

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