Spidey, storia di un eroe normale

Quella che sto per raccontarvi è la storia di un “ragazzo normalissimo con un progetto straordinario”. Così tiene a precisare il protagonista nella pagina facebook Spider4kids dedicata alla sua iniziativa. E’ una storia vera, di vera umanità, anche se quando ne sono venuta a conoscenza mi sembrava uscita da un fumetto.

Di fumetti, Alessio Cossu in arte Spidey, deve averne letti tanti prima di scoprire che anche dentro di lui si celava un supereroe. Questo Peter Parker genovese in realtà è un ragazzo come tanti: classe 1988, professione operaio, nella vita ha tre grandi passioni: la musica, lo sport e la sua Harley. Fin qui nulla di strano se non fosse per quel suo cuore speciale, capace di autentica bontà e autentico altruismo, insomma qualità rare.

“Ho sempre voluto rendermi utile per gli altri in qualche modo” mi confida. L’ispirazione è nata seguendo su Instagram il fondatore dell’Associazione Heart of a Hero: Ricky Mena. E così sono bastati un costume da Spiderman e tanto amore per il prossimo a trasformare il nostro Alessio in un supereroe dei piccoli, ma anche dei grandi.

Sui social si firma come Spidey e la sua missione è portare un po’ di spensieratezza là dove manca. In poche parole, regala attimi di magia ai pazienti ricoverati in ospedale, porta allegria nelle case di accoglienza e tanta leggerezza quando si presenta nelle abitazioni private o ai centri estivi. Ovunque ci sia qualcuno che sta affrontando un momento difficile, Spidey c’è.

Basta scrivergli un’email o contattarlo su i social ed ecco che in un attimo arriva a destinazione, sparando le sue ragnatele e volando da un tetto all’altro. Guai a chiedergli quanto costa una sua visita. “Nulla” è la risposta. Del resto, come ci insegna lui stesso: “i supereroi, dopo un salvataggio, non presentano mica il conto al malcapitato di turno!” Il sorriso con cui i bambini lo accolgono, lo stupore che vede brillare nei loro occhi o semplicemente la consapevolezza di portarli lontani con la fantasia, per lui è già il profitto più alto del mondo.

A ricaricare i suoi super poteri gli basta la gratitudine della gente. Con Spidey non c’è nemico che non possa essere sconfitto: il dolore, la paura, la malattia, ma anche la solitudine e la noia vengono catturati nella sua ragnatela e poi neutralizzati a suon di giochi e divertimento.

Ai bambini dona attimi pieni di felicità, che è in fondo la cura più potente del mondo. E questo Spidey lo sa perché un tempo anche Alessio è stato uno di loro, uno che ha provato sulla propria pelle cosa significhi essere malati. Il suo nemico è stata una valvola aortica che non ne voleva sapere di funzionare, ma alla fine ha vinto lui. Non solo perché è guarito ma perché ha trasformato quell’esperienza in una missione di vita. Il suo progetto per ora è appena all’inizio. Intanto sogna di fondare una onlus tutta sua e siccome per i supereroi nulla è impossibile, siamo certi che ci riuscirà. Inoltre, chi lo conosce sa che lui, nonostante tutto, continuerà a sentirsi un ragazzo come tanti, anche se la sua generosità è tutt’altro che comune.

Per questo ho sentito il dovere di raccontare la sua storia: per dire che i supereroi esistono ma esistono anche le brave persone. E c’è di più, conoscendo Spidey-Alessio ho capito che tra umani ed eroi non corre alcuna differenza. L’unica differenza la fa sempre e soltanto il cuore. La fanno quelli che come il nostro protagonista decidono di ascoltarlo, di seguire il suo richiamo rivolto al bene, di trasformare il sogno di un mondo migliore in una realtà. E allora, GRAZIE Spidey, ragazzo normale dal cuore speciale.

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