Quale Dio

Non so quale dio sia quello nel cui nome si uccide un bambino. Sotto i colpi di un fucile, sotto una bomba, sotto una nuvola di gas tossico. E anche sotto gli occhi di una parte di mondo che resta a guardare, con l’imbarazzo di vedere, senza piangere, senza sentire quell’offesa fatta ad un altro essere umano come un’offesa fatta a noi. Non so quale dio sia quello nel cui nome si stermina un popolo la cui unica colpa è di essere nato nella parte sbagliata del pianeta.

So solo che un dio che permette questa vergogna è un dio che non esiste. Un dio che uccide attraverso la mano assassina dell’uomo, con l’odio iniettato nelle vene e incapace di provare pietà, non è un dio ma un uomo. L’unica razza che fa guerra a se stessa e annienta i suoi simili, la cui storia è l’eterna lotta del male contro il bene. Davanti ad un bambino che muore per la malvagità degli adulti, il bene ha perso. Abbiamo perso tutti.

Da qualche parte del Cielo o della Terra però esiste un Dio che che un giorno ha detto: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Dio è quel bambino che ieri soffocava dentro la nuvola di gas Sarin. Dio è quel piccolo corpo innocente del quale un giorno l’umanità dovrà chiedere perdono. Quando il bene vincerà sul male, in questo mondo o in un altro, dove le nuvole saranno ancora bianche ma si potranno respirare.

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