Il segreto del successo

Sinonimo di denaro, prestigio, affermazione, non è forse diventato questo l’odierno significato di successo? Lo ricerchiamo negli sguardi carichi d’invidia, nell’approvazione di chi riteniamo conti più di noi, nell’ammirazione altrui. Per mantenerlo sfoggiamo l’auto nuova, indossiamo abiti griffati, ceniamo in ristoranti di lusso.

E guarda caso, riduciamo alla schiera degli individui “che ce l’hanno fatta” proprio coloro che possono permettersi tutto questo, magari per aver scavalcato il collega in ufficio, per aver sposato l’uomo di potere, perché si è circondati dalla gente che conta, non facendo altro che esporre sul balcone dell’apparenza tutto ciò che gli altri bramano.

Invece i passanti, eccoli lì, dopo un’occhiata di desiderio, attendono già che arrivi una folata di vento a trasformare tutto in un mucchio indistinto di cocci, perché così, denudati di ogni sfavillante parvenza, torniamo ad essere i signori nessuno in mezzo a tanti altri nessuno.

E allora? Non è che abbiamo sbagliato tutto: che il successo non è fuori, ma dentro? Che c’entra più con il piacere a se stessi che con il compiacere gli altri? Magari “c’è solo un tipo di successo – come dice Henry David Thoreau – quello di fare della propria vita ciò che si desidera”. 

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